Dal sudoku al marketing: gli insoliti schemi pubblicitari | Piano Social

Dal sudoku al marketing: gli insoliti schemi pubblicitari

Il Sudoku è l’esempio perfetto per arrivare a spiegare gli schemi pubblicitari. Ci sono le pubblicità classiche e… quelle che escono dagli schemi.

Avete mai preso in mano un sudoku? Se la risposta è no, è un gioco di logica giapponese.
Al giocatore viene proposta una griglia, divisa in 9 regioni, formate da gruppi di 9 celle in formato 3X3; le regioni sono divise da un bordo più spesso.
Lo scopo del Sudoku è riempire le caselle bianche con i numeri da 1 a 9, facendo attenzione che non si ripetano, sia all’interno delle singole regioni, sia in corrispondenza delle linee orizzontali e verticali.

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Questo è un esempio di griglia incompleta, proposta al giocatore.

Come dice la parola stessa “Sudoku” (che significa “numeri unici”) ogni numero deve ripetersi un’unica in volta in ciascuna riga, in ciascuna colonna e in ciascun riquadro. Il riempimento di tale tabella viene facilitato dalla presenza di alcuni numeri che consentono di arrivare più o meno facilmente alla soluzione.
(Wikipedia)

Vi chiederete cosa c’entra il Sudoku con il marketing?

Il Sudoku si basa su schemi logici – una sorta di Effetto Framing, la “dipendenza da incorniciamento” (ne abbiamo parlato in questo articolo)
E, chi ha compilato e concluso il gioco del Sudoku, si renderà conto che, paradossalmente, utilizziamo uno schema analogo nella vita di tutti i giorni.
Quello che noi tutti chiamiamo “abitudine” è in realtà uno schema preimpostato a cui ci siamo adattati.
Lo stesso vale per “ciò che esce” dagli schemi, dalla nostra vita di routine, è semplicemente ciò che chiamiamo “sorpresa”.
Qui entra in gioco l’idea originale.

Basta un’idea originale per uscire dagli schemi pubblicitari

Scena di “A beautiful mind”

Le idee geniali? Non serve che sia geniale, basta solo l’originalità.
In questo film (A beautiful mind, qui il link per vederlo) Nash contrasta la teoria economica e politica di Adam Smith.
Adam Smith è considerato uno dei fondatori della teoria classica dell’economia politica e dell’economia politica moderna. Era convinto del fatto che la capacità del mercato di giungere al miglior risultato possibile, senza che il mercato stesso abbia bisogno di un intervento esterno.
Ma è bastato un aggiustamento da parte di Nash per definire un’altra teoria economica e politica, creando così “la teoria dell’equilibrio”.

Dal sudoku al marketing

Gli schemi pubblicitari che escono dall’ordinario

A volte basta una miglioria ad un progetto già esistente per avere un’idea originale, come abbiamo visto con Nash.

Con la pubblicità è – quasi – la stessa cosa: basta spostare il messaggio nel paesaggio – come per la guerrilla (avevamo già parlato di guerrilla marketing in questo articolo) – basterebbe deviare lo schema abitudinale per rendere la pubblicità “sorprendente”.

Cosa vogliamo comunicare?

Non serve inventare qualcosa di nuovo da zero, sarebbe complicato, ma “re-inventare” può creare, di fatto, una corrente diversa e “fuori dagli schemi pubblicitari abitudinali”.

Gli schemi pubblicitari sono difficili da abbattere.
Ma, come è stato per Nash e la nascita della guerrilla marketing, non è impossibile.

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