Conversion API: tracciare gli eventi nell'era post-iOS 14

Conversion API: tracciare gli eventi nell’era post-iOS 14

Avete mai sentito parlare di Conversion API? Con l’arrivo di iOS 14 sta diventando un tool fondamentale per chiunque utilizzi Facebook Ads.

Vi ricordate del Pixel, il migliore amico di ogni Campaign Manager? L’aggiornamento di Apple sta mettendo in difficoltà il Pixel e di conseguenza chiunque abbia bisogno di tracciare gli eventi delle proprie campagne.

Conversion API: tracciare gli eventi nell'era post-iOS 14

Cosa è cambiato con iOS 14?

Negli ultimi anni Apple si è concentrata molto sul discorso della privacy degli utenti, introducendo moltissime novità e funzioni per rendere l’utente consapevole dei dati che sta condividendo. Dopo i pagamenti NFC, che nascondono le cifre reali della carta di credito nel momento in cui si effettua il pagamento, e le iscrizioni a siti e newsletter nascondendo la propria mail, Apple genera delle mail con cui iscriversi al servizio, inoltrando alla tua mail reale i vari messaggi ricevuti, è arrivata una nuova funzione per proteggere gli utenti.

Col nuovo aggiornamento gli sviluppatori di app sono obbligati a chiedere il consenso per raccogliere e condividere i dati attraverso un pop-up al primo avvio dell’app. È molto intelligente da parte di Apple chiedere chiarezza e cercare di proteggere gli utenti rendendoli consapevoli di chi abbia i loro dati, purtroppo per gli imprenditori invece è un grandissimo limite.

Se volete approfondire il discorso relativo ad iOS 14, sul nostro blog potete trovare anche la nostra intervista a Michael Vittori.

E il Pixel?

Con questo aggiornamento, il Pixel non riuscirà a tracciare in modo ottimale tutti gli avvenimenti cross-device e i passaggi dalle piattaforme di Facebook a siti e app esterni. I percorsi degli utenti che non consentono il tracciamento dei dati infatti non verranno registrati dal Pixel, dato che si collega all’utente per seguire il suo percorso.

Per aiutarlo nel tracciamento Facebook ha inserito gli eventi aggregati, si possono scegliere le 8 conversioni migliori per quel Pixel e tenerle monitorato. Purtroppo questo non basta per far funzionare il nostro amato Pixel come prima.

Conversion API: tracciare gli eventi nell'era post-iOS 14

Conversion API

Qui entra in gioco il famoso Conversion API, uno strumento di Facebook per monitorare le azioni degli utenti. Cosa cambia rispetto al Pixel? Beh, nell’utilizzo assolutamente nulla.

Vi starete chiedendo allora come possa tracciare i dati degli utenti, dal momento che il Pixel non può. Ecco la differenza col Pixel, ovvero l’installazione e la parte di lavoro “invisibile”. Infatti il Conversion API si presenta come un plug-in da installare all’interno del proprio sito web, così facendo invece che agganciarsi all’utente per seguire il suo percorso, seguirà le orme lasciate dall’utente durante la navigazione nel sito, dopodiché passerà le informazioni a Facebook. Questo perché essendo installato sul server del sito di destinazione, è in grado di seguire tutta la sessione dell’utente, al contrario del Pixel che, partendo da Facebook, verrebbe poi sganciato al cambio di sito/applicazione.

Bisogna scegliere tra questo tool e il Pixel? No. Possono tracciare lo stesso utente entrambi e di conseguenza due volte? Sì, ma Facebook è in grado di confrontare i tracciamenti e riconoscere quelli duplicati, in modo da avere soltanto più informazioni relative ai singoli percorsi.

Sicuramente l’installazione lato server è più complessa, ma per un buon Campaign Manager è fondamentale avere il monitoraggio delle conversioni completo. Più dati si hanno a disposizione, migliore sarà l’ottimizzazione delle campagne. Tutto ciò si traduce in risultati migliori e spesa ottimizzata!

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