Come promuovere musica su Spotify

Quanto si guadagna da servizi come Spotify o Apple Music?

In molti aspiranti musicisti ed appassionati del mondo della musica si chiedono quanto si guadagni effettivamente producendo musica propria. Per questo oggi andremo ad approfondire quanto si guadagna da servizi come Spotify, Apple Music eYouTube.

In realtà la risposta ce l’abbiamo già: poco. Infatti, i principali servizi di streaming musicali pagano 0,006 €/stream in media. Possiamo già notare come una stream di un brano viene valutata meno di un centesimo, ma andiamo ad analizzare nello specifico i quattro player principali sul mercato Italiano.

Spotify

Spotify è sicuramente il servizio di streaming musicale numero uno in Italia con numeri ai vertici anche nel mercato mondiale. Ad oggi, questo servizio paga gli artisti 0,002 €/stream, un numero, da molti artisti, definito troppo basso.

YouTube

Su YouTube bisogna prima specificare una cosa, stiamo parlando del suo servizio di streaming musicale aperto da poco. In ogni caso, su YouTube i guadagni sono ancora più esigui, infatti la piattaforma di video più famosa al mondo paga la miseria di 0,00074 €/stream.

Non state leggendo male, c’è davvero uno zero in più. Adesso immagino stiate rivalutando Spotify, ma andiamo avanti.

Youtube app iphone

Apple Music

Apple Music, il servizio del colosso americano Apple, paga davvero tanto rispetto ai precedenti. Il conto ammonta a 0,00789 €/stream, circa 4 volte Spotify e più di 10 volte YouTube.

Il motivo di questo prezzo così aggressivo potrebbe essere il tentativo di chiamare a se più artisti per cercare di mantenere all’interno dell’universo Apple tutti i propri clienti e perché no, magari convincere altri potenziali clienti a entrare nel campo gravitazionale della Mela.

apple music logo

Gli ultimi sviluppi

Proprio sul tema dei guadagni degli artisti è intervenuto Daniel EK, CEO di Spotify, dichiarando che è il momento che gli artisti comincino a produrre più musica se vogliono arrivare ad ottenere un compenso adeguato.

Queste dichiarazioni non fanno altro che sottolineare quanto il mercato musicale si stia sempre più trasformando in un fast food, con un consumo rapido e passeggero dei suoi contenuti, e il colosso svedese non è altro che uno specchio della cultura musicale di oggi.

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