social contro la russia

Social contro la Russia

I social media e social network sono nati con lo scopo di mettere in connessione le persone, mostrare i propri lavori e progetti e, oggi, sono usati anche come mezzi di comunicazione.

Con la guerra tra Russia e Ucraina ci siamo resi conto ancora di più quanto i social svolgano un ruolo tutt’altro che marginale nella propaganda pro e contro la guerra. Quindi sì, i social sono ormai mezzi con cui mostrare ciò che accade lontano da noi, in modo reale e crudo.

Social contro la Russia

Inutile sottolineare quanto siano scioccanti le immagini che vediamo tutti i giorni. É più che normale che gli utenti si dividano in due fazioni ben distinte: chi ritiene che sia giusto mostrare gli orrori dell’invasione dell’Ucraina per sensibilizzare l’opinione pubblica, e chi invece ritiene che sia una tipologia troppo invasiva.

Noi di Piano Social riteniamo che sia importante essere informati e informarsi su ciò che accade nel mondo.

Ma si schierano i social contro la Russia?

La politica di Facebook e Instagram

Il portavoce di Meta, Andy Stone, ha comunicato che “come risultato dell’invasione russa dell’Ucraina, abbiamo temporaneamente concesso forme di espressione politica che normalmente violerebbero le nostre regole sui discorsi violenti”. Una decisione che non tutti hanno apprezzato, tra cui le nazioni filo-russe e la stessa Russia.

La risposta non si è fatta attendere: “la politica aggressiva e criminale di Meta che porta all’incitamento all’odio e all’ostilità nei confronti dei russi è oltraggiosa. Le azioni della società sono l’ennesima prova della guerra dell’informazione senza regole dichiarata contro il nostro Paese”. Inoltre, il Cremlino ha bloccato l’accesso a Facebook e Twitter in risposta alle restrizioni attuate per ridurre la diffusione di notizie false di propaganda russa.

YouTube

Anche YouTube si è schierato con i social contro la Russia, bloccando i canali di Russia Today e Sputnik. Oltre a rimuovere i contenuti di propaganda, YouTube ha annunciato che “le linee guida della community vietano ai contenuti di negare, minimizzare o banalizzare eventi violenti ben documentati, perciò rimuovono i contenuti sulla guerra tra Russia e Ucraina che violano questa norma”. A sostegno di ciò i canali YouTube associati ai media russi finanziati (e controllati) dallo stato sono stati bloccati a livello globale.

La Russia contro i social

Il Cremlino ha sempre avuto un rapporto conflittuale con i social network. Non è infatti la prima volta che agisce per bloccare o limitare l’accesso a diverse piattaforme online.

Dato il conflitto in atto, i social si sono schierati contro la Russia, bypassando (anche grazie all’aiuto di Anonymous – se non sapete di cosa si tratta, potete leggerne in questo articolo) la censura che la stessa Mosca ha messo in atto. Twitter, ad esempio, ha lanciato una versione con protezione della privacy che consente agli utenti di accedere al social in totale anonimato, accedendo al “dark web”.

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