Product placement

Se avete a che fare con il mondo del marketing sicuramente avrete già sentito parlare di product placement, un esempio particolare di comunicazione commerciale. Con gli anni, e con l’avvento del digitale e dei social media, anche il product placement si è evoluto e adattato. Ma come? Vediamolo insieme.

Cos’è il product placement?

Significa letteralmente “posizionamento di un prodotto” ed è una tipologia di comunicazione commerciale che prevede l’inserimento di un prodotto in un contenuto non prettamente pubblicitario. Si può definire pubblicità indiretta perché il contenuto proposto al pubblico non è pensato come commerciale – molto spesso si tratta di un film, una serie tv, una fotografia o una canzone – nel quale viene inserito un prodotto ai fini commerciali. Il prodotto può essere citato testualmente o a voce, oppure essere inserito materialmente. Ci sono infatti diverse tipologie di posizionamento:

  • Screen placement: un posizionamento visuale che consiste nell’inquadrare il prodotto, posizionandolo in primo piano o grazie ad inquadrature naturali, senza renderlo troppo evidente;
  • Script placement: un posizionamento di tipo verbale, in questo caso il personaggio, o il cantante, nomina il brand o uno specifico prodotto;
  • Plot placement: in questo caso il brand è parte integrante della trama di un contenuto o del titolo dello stesso.

Una delle prime forme di product placement è stata proposta nel cinema e si basa sull’accordo tra il regista, o la casa di produzione, e il brand che vuole pubblicizzare il proprio prodotto. L’obiettivo di quest’ultimo è quello di raggiungere un ampio pubblico, e soprattutto diversificato, in modo inconscio. “In che senso inconscio?” vi starete chiedendo, bene ora ve lo spieghiamo.

La soglia di attenzione del pubblico al giorno d’oggi è sempre più bassa e sono sempre di più i consumatori che non tollerano più i contenuti commerciali proposti in ogni dove. Siamo ormai bombardati da pubblicità, al cinema, in televisione, sui social, insomma su qualsiasi piattaforma. Inserire il proprio nome o prodotto in un contenuto non pubblicitario permette di arrivare al pubblico quando è concentrato e ben disposto, quindi invogliato all’ascolto. Il product placement fa proprio questo, ed è una pubblicità a cui l’utente raramente può sfuggire, poiché indiretta e inaspettata.

Ovviamente non può essere tutto oro ciò che luccica e anche in questo caso ci sono dei contro, primo tra tutti il costo più elevato rispetto ad altre tipologie di comunicazione, che quindi lo rendono accessibile per lo più alle grandi aziende.

Il costo è però giustificato dai grandi risultati che permette di ottenere, non solo a livello di vendite ma anche per la vostra brand awareness. Il product placement vi permette infatti di associare il vostro prodotto o brand ad un certo immaginario e stile di vita, quindi scegliete bene in quali contenuti inserirvi!

Alcuni esempi famosi

Arrivati a questo punto dovreste avere chiaro il concetto di product placement, vediamo alcuni esempi per comprenderlo meglio.

Il diavolo veste prada, esempio lampante di plot placement, contiene proprio nel titolo il nome di un famoso marchio.

Più recente l’esempio di Stranger Things, serie tv americana che ha fatto spopolare gli Eggo di Kellogg’s, amati dalla protagonista Undici.

product placement

Difficile che l’estate scorsa non abbiate sentito almeno una volta il motivetto “Labbra rosso Coca-Cola” cantato da Orietta Berti nel tormentone estivo “Mille”. Anche questo è un esempio di product placement.

Product placement sui social

Con gli anni questa tipologia di advertising si è diffusa anche in altri ambiti, come quello della musica, dei videogiochi e contenuti digitali. Con l’avvento dei social il product placement ha infatti smesso di essere prettamente legato al mondo cinematografico o televisivo. Sponsorizzare il vostro brand o prodotto sui social è sicuramente meno costoso ma come funziona?
Su Facebook, Instagram e TikTok, ma anche Youtube sono sempre di più i contenuti brandizzati in cui infuencer e personaggi famosi presentano e fanno vedere al grande pubblico determinati prodotti. Esistono diverse tipologie di video: unboxing, recensioni o background. Se le prime due sono abbastanza ovvie la terza è quella meno palese e consiste nell’inserimento di contenuto come sfondo o come accessorio al video.

Per questi personaggi è importante segnalare il contenuto come “adv”, nel caso siano stati pagati per parlare di quel brand, o “gifted”, nel caso in cui il prodotto sia stato regalato. In qualsiasi caso questa collaborazione deve essere segnalata e regolata da contratti tra i brand e i content creator. Per approfondire come guadagnano gli influencer vi consigliamo uno dei nostri ultimi articoli.

Non mancano casi in cui personaggi pubblici mostrano, indossano o parlano di prodotti di loro spontanea volontà. In questo caso la pubblicità è letteralmente gratuita, ma sono contenuti che purtroppo non si possono controllare, ci vuole un po’ di fortuna insomma!

Come in ogni lavoro c’è chi lo fa meglio di altri, in questo caso la strada giusta è quella di creare contenuti creativi, unici e che non sembrino delle pubblicità, altrimenti si perderebbe totalmente il significato stesso di product placement.

Anche in questo caso vogliamo darvi qualche esempio interessante, segnalandovi alcuni influencer che secondo noi creano questa tipologia di contenuto in modo originale: Conosco un Posto, Tutte le mele di Annie e Mattia Stanga.

I nomi potrebbero essere davvero tanti, voi ne avete in mente qualcuno? Fatecelo sapere nei commenti!

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