Shakespeare farebbe un pessimo Blog; consigli per Blogger | Piano Social

Shakespeare scriverebbe un pessimo Blog; consigli per Blogger


Blog e blogger: avete mai pensato alle regole dei blog in confronto alla poetica? Analizziamo un ipotetico Shakespeare come blogger…

Tutti, bene o male, conosciamo Shakespeare come poeta e drammaturgo.

“Romeo e Giulietta”, “Macbeth”, “Otello” e “Amleto” sono le sue tragedie più famose. E con i suoi 154 sonetti e 37 testi teatrali è considerato il poeta inglese più rappresentativo del 1600.
Con una complessa caratterizzazione dei personaggi, una poetica raffinata e una notevole profondità filosofica, tutt’oggi ispira registi cinematografici.

La modernizzazione delle opere di Shakespeare

Ad esempio: il regista Baz Luhrmann – cliccando sul nome potete scoprire la sua filmografia, ha modernizzato la tragedia di Romeo e Giulietta in modo molto originale, rendendo attuali le ambientazioni delle storie d’amore: ha trovato la chiave moderna per rendere Romeo e Giulietta più vicini agli spettatori.
Se vi abbiamo incuriosito, qui il link per vedere il film “Romeo + Giulietta” su Disney+! (Abbiamo scritto un articolo su Disney+, volete leggerlo? Qui il link!)

Trailer Romeo + Giulietta, 1996, Baz Luhrmann

La scrittura di Shakespeare non è adatta al Web: perché?

La scrittura di Shakespeare si caratterizza nel “lasciare sognare / intendere”.
Il poeta non comunicava direttamente il tema nei suoi sonetti: spesso ometteva il soggetto usando meravigliose metafore per descriverlo. Non sarebbe poesia altrimenti.
La profondità della poesia, infatti, si racchiude in questo: lasciare intendere il tema e il messaggio preciso attraverso giri di parole.

Il blog è lontano dalla poesia

Shakespeare sarebbe stato un pessimo blogger, perché tutto il messaggio si racchiudeva in un “mai detto”.
Nei blog, la SEO promuove, effettivamente, ciò che ha un possibile collegamento con altri articoli interni ed esterni al blog.
Ma cosa è fondamentale?
Innanzitutto per la presenza della ripetizione della keyword. In poesia, dove tutto è lasciato ad intendere e la “parola chiave” è assente, la SEO non ha parole cui fare riferimento e si ritrova a dover “boicottare” lo scritto poetico.
E siccome il messaggio deve essere chiaro, utile e sintetico, Shakespeare non sarebbe stato capace a stare dietro tutte le regole del blog.

I consigli per scrivere un buon articolo per blog

Siccome lo scritto poetico non è riconosciuto dalla SEO, ecco i consigli in sintesi per fare un buon articolo per blog:

  • Collegate: rendete possibile i collegamenti esterni ed interni, la SEO ama la rete di collegamenti.
  • Keyword: trovate la parola chiave più adatta per fare la sintesi ultima dell’articolo.
  • Un buon messaggio: il messaggio deve essere chiaro e, soprattutto, sintetico.
  • L’utilità del messaggio.

Conclusioni: adattarsi è un dono

Di certo ognuno di noi si adatta, meglio che può, al contesto attuale per esprimere la propria indole artistica. In questo caso parlo di tutti i Graphic Designers, Copywriters e Content Editors, che si adeguano alla società tra Social Media e Advertising.

Sapersi adattare concede un futuro.
Shakespeare, siamo sicuri, che sarebbe spiccato anche nel XXI secolo.

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